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FREERIDER SPORT EVENTS

Alta Badia, una montagna per tutti

Lo sci da seduti torna protagonista con Freerider Sport Events
In Alta Badia sta prendendo forma una nuova idea di montagna: un ambiente capace di accogliere tutti, senza barriere. Tra cime scolpite dalla luce e paesaggi iconici, lo sci da seduti è diventato una componente concreta e strutturata dell’offerta territoriale, grazie all’impegno di Freerider Sport Events, realtà di riferimento in Italia da oltre vent’anni nel mondo degli sport adattati. 

Il primo appuntamento in Alta Badia, nato nel 2024 a seguito di un evento promosso da Movimënt Alta Badia e Oakley, ha superato ogni aspettativa: oltre 150 partecipanti, di cui 38 persone in carrozzina, hanno dato vita a una rete fatta di atleti, professionisti, famiglie e operatori. Un’esperienza che ha trasformato un evento sportivo in un vero movimento culturale, capace di innescare un cambiamento profondo nel modo di vivere la montagna. 

Skitour Freerider 2026: una nuova tappa in Alta Badia
Dal 27 al 29 marzo 2026, l’Alta Badia ospiterà una nuova tappa dello Skitour Freerider, dedicato allo sci da seduti, con base al Movi Family Apart Hotel di Corvara. Non sarà solo una manifestazione sportiva, ma il risultato di un percorso condiviso con partner che credono concretamente in un’accoglienza accessibile e inclusiva.
Accanto a Freerider Sport Events, il progetto vede coinvolti Movimënt Alta Badia, la direzione degli impianti Skicarosello e il Club Moritzino, realtà che negli anni hanno dimostrato visione, disponibilità e capacità di tradurre i valori dell’inclusione in azioni concrete sul territorio. 

Oltre lo sport: autonomia, libertà e benessere

Dietro ogni discesa c’è il lavoro di maestri, operatori e volontari che affiancano le persone con disabilità nella scoperta, o riscoperta, dello sci come strumento di autonomia, libertà e benessere.
C’è chi prova il monosci per la prima volta e chi, con esperienza alle spalle, ritrova il piacere dell’aria sul volto e il suono degli sci sulla neve: momenti autentici, capaci di lasciare un segno profondo.

Un progetto che guarda a tutte le stagioni
L’inclusione in Alta Badia non si ferma all’inverno. Parallelamente alle attività sulla neve, sono stati testati sentieri estivi, valutate strutture ricettive e promossi interventi per migliorare accessi e spazi comuni. Obiettivi accolti con entusiasmo dagli operatori locali, determinati a costruire una montagna accessibile in ogni stagione dell’anno.

Una rete che cresce
La forza del progetto risiede in una rete in continua evoluzione:

  • maestri specializzati nello sci da seduti;
  • guide alpine impegnate nello sviluppo di itinerari accessibili;
  • operatori turistici attenti alle esigenze di tutti;
  • associazioni locali, famiglie e volontari che condividono competenze, tempo ed energie.

Una rete alimentata dalla determinazione dei Freerider, che in oltre vent’anni di attività hanno attraversato le principali località sciistiche italiane, contribuendo alla diffusione di una cultura dell’accessibilità che va ben oltre la neve.

Uno sguardo al futuro

Emozioni, incontri, sorrisi e “prime volte” hanno segnato un percorso arricchito da collaborazioni prestigiose, come quella con il Centro Addestramento Alpino di Moena della Polizia di Stato, e da progetti che spaziano dalle unità spinali ai camp estivi con Spina Bifida Italia, fino al recente tour di cable wakeboard con la Federazione Italiana Sci Nautico e Wakeboard.

Nel calendario dello Ski Tour Freerider Sport Events 2026, che si aprirà a dicembre con il tradizionale test materiali di Madonna di Campiglio, spicca anche la tappa di Cortina, nel cuore delle Paralimpiadi: un appuntamento simbolico, carico di significato e visibilità.

Oggi l’Alta Badia è stabilmente tra le dieci tappe del tour, che attraversa Veneto, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna, Toscana e Abruzzo, e rappresenta un modello virtuoso di ciò che può nascere quando collaborazione, fiducia e visione si uniscono per costruire una montagna davvero per tutti.